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giovedì 3 marzo 2011

Waitin' on a woman...



Sittin' on a bench at West Town Mall
He sat down in his overalls and asked me
You waitin' on a woman
I nodded yeah and said how 'bout you
He said son since nineteen fifty-two I've been
Waitin' on a woman

When I picked her up for our first date
I told her I'd be there at eight
And she came down the stairs at eight-thirty
She said I'm sorry that I took so long
Didn't like a thing that I tried on
But let me tell you son she sure looked pretty
Yeah she'll take her time but I don't mind
Waitin' on a woman

He said the wedding took a year to plan
You talk about an anxious man, I was nervous
Waitin' on a woman
And then he nudged my arm like old men do
And said, I'll say this about the honeymoon, it was worth it
Waitin' on a woman

And I don't guess we've been anywhere
She hasn't made us late I swear
Sometimes she does it just 'cause she can do it
Boy it's just a fact of life
It'll be the same with your young wife
Might as well go on and get used to it
She'll take her time 'cause you don't mind
Waitin' on a woman

I've read somewhere statistics show
The man's always the first to go
And that makes sense 'cause I know she won't be ready
So when it finally comes my time
And I get to the other side
I'll find myself a bench, if they've got any
I hope she takes her time, 'cause I don't mind
Waitin' on a woman

Honey, take your time, cause I don't mind
Waitin' on a woman

lunedì 15 novembre 2010

Lettera scritta nel 1854 dal capo pellerossa Seattle all'allora presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce

Riporto un riassunto pubblicato sulla rivista "Qui Touring" - ottobre 1998.
Il testo completo si puo' trovare sul volume "greenpeace" edizioni Gruppo Abele, 1985



Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra.

Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Noi non siamo proprietari della freschezza dell'aria o dello scintillio dell'acqua: come potete comprarli da noi?
Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta la memoria dell'uomo rosso.
I morti dell'uomo bianco dimenticano il paese della loro nascita, quando vanno a camminare tra le stelle. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi.
I fiori profumati sono nostri fratelli.
Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore dei corpi dei cavalli e l'uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia.
L'acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi, non è soltanto acqua ma è il sangue dei nostri antenati. Se noi vi vendiamo la terra dovete ricordare che essa è sacra e dovete insegnare ai vostri figli che la terra è sacra e che ogni tremolante riflesso nell'acqua limpida del lago parla di eventi e di ricordi, nella vita del mio popolo. II mormorio dell'acqua è la voce del padre di mio padre. I fiumi sono i nostri fratelli e saziano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e nutrono i nostri figli.
Se vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono nostri fratelli e anche i vostri e che dovete perciò usare con i fiumi la gentilezza che usereste con un fratello.

L 'uomo rosso si è sempre ritirato davanti all 'avanzata dell'uomo bianco, come la rugiada sulle montagne si ritira davanti al sole del mattino. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono terreno sacro. Noi sappiamo che l'uomo bianco non capisce i nostri pensieri.
Una porzione della terra è la stessa per lui come un'altra, perché egli è uno straniero che vive nella notte e prende dalla terra qualunque cosa gli serva. La terra non è suo fratello, ma suo nemico, e quando l'ha conquistata egli si sposta, lascia le tombe dei suoi padri dietro di Iui e non se ne cura.
Egli strappa la terra ai suoi figli e non se ne cura.
Le tombe dei suoi padri e i diritti dei suoi figli vengono dimenticati.
Egli tratta sua madre, la terra e suo padre, il cielo, come cose che possono essere comprate, sfruttate e vendute come fossero pecore o perline colorate.
Il suo appetito divorerà la terra e lascerà dietro solo un deserto.
La vista delle vostre città ferisce gli occhi dell'uomo rosso. Ma forse ciò avviene perché l'uomo rosso è un selvaggio e non capisce. Non c'è posto quieto nella città dell'uomo bianco. Ma forse io sono un selvaggio e non capisco.
L 'uomo bianco non sembra accorgersi dell'aria che respira e come un uomo da molti giorni in agonia egli è insensibile alla puzza. Ma se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovete ricordare che l'aria è preziosa per noi e che l'aria ha lo stesso spirito della vita che essa sostiene. Il vento, che ha dato ai nostri padri il primo respiro, riceve anche il loro ultimo respiro. E il vento deve dare anche ai nostri figli lo spirito della vita.
Ho visto migliaia di bisonti che marcivano nella prateria, lasciati Iì dall'uomo bianco che gli aveva sparato dal treno che passava. lo sono un selvaggio e non posso capire. Noi uccidiamo solo per sopravvivere. Qualunque cosa capiti agli animali presto capita all'uomo. Tutte le cose sono collegate. Qualunque cosa capiti alla terra, capita anche ai figli della terra. Non è stato l'uomo a tessere la "tela della vita " egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso.

Importa poco dove spenderemo il resto dei nostri giorni. l figli hanno visto i padri umiliati nella sconfitta. Ma perché dovrei piangere la scomparsa del mio popolo? Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare. Anche l'uomo bianco non può sfuggire al destino comune. Può darsi che siamo fratelli, dopotutto. Vedremo.

Noi sappiamo una cosa che forse l'uomo bianco un giorno scoprirà: il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è preziosa anche per Lui. Così se noi vi venderemo la nostra terra, amatela come l'abbiamo amata noi. Conservate in voi la memoria della terra come essa era quando l'avete presa e con tutta la vostra forza, con tutta la vostra capacità, e con tutto il vostro cuore conservatela per i vostri figli e amatela come Dio ci ama tutti.

venerdì 1 ottobre 2010

Una sincera autoconsapevolezza...

"L'avvenire è del popolo che, a poco a poco o in un sol colpo, conquisterà il potere qui e su tutta la terra. Il peggio è che deve civilizzarsi, e questo non può realizzarsi prima, ma dopo averlo preso. Si civilizzerà solo imparando dai propri errori, che saranno anche gravi, e costeranno molte vite innocenti. O forse no, forse non saranno innocenti perch avranno commesso l'enorme peccato contro natura di non avere capacità di adattamento. Tutti loro, tutti i disadattati, anche lei ed io, per esempio, moriranno maledicendo il potere che hanno contribuito a creare con il proprio sacrificio, a volte immenso. E' che la rivoluzione, con la sua forma impersonale, prenderà la loro vita e persino ne utilizzerà la memoria che resterà come esempio e strumento di dottrina per i giovani che verranno. Il mio peccato è ancora più grande, perchè io, più accorto o con maggiore esperienza, la chiami come preerisce, morirò sapendo che il mio sacrificio obbedisce soltanto ad un'ostinazione simbolo della civiltà putrefatta che si sta sgretolando, e ce per lo stesso motivo, senza che per questo ne venga modificato il corso della storia, e neppure l'impressione che si è fatto di me, lei morirà con il pugno chiuso e la mascella serrata, in una perfetta rappresentazione dell'odio e della lotta, perchè non è un simbolo, lei è parte integrante della società che sta crollando: lo spirito del branco parla atraverso la sua bocca e si muove nei suoi gesti; lei è acuto quanto me, però ignora quanto sia utile l'apporto che da alla stessa società che lo sacrifica."

lunedì 26 luglio 2010

Perle della venerabile monaca Cheng Yen

Le quattro regole
Seguo quattro regole:
affrontalo,
accettalo,
prenditene cura,
poi, lascialo andare.


Non recriminare sulle avversità
Non protestare o recriminare sulle avversità.
La sofferenza non avrà mai fine
se continui a creare cause negative in questo modo.


Saggezza e volontà
Usa la saggezza per contemplare il significato della vita.
Usa la volontà per organizzare il tempo che ti è dato.



Semplici parole, che nascondono una saggezza e profondità di pensiero incredibili, ma nascondono l'insidia che uno potrebbe interpretarle in maniera semplicistica se non capisce il vero significato delle stesse. Una volta una persona a me cara mi disse, "non potremo andare mai così lontano nella conoscenza del se come fecero i nostri antenati"
...aveva ragione...

Joe.

venerdì 23 luglio 2010

Antica saggezza aborigena

Gli spiriti creatori

hanno lasciato sulla terra

un canto per ogni uomo

che è la sua donna

Gli aborigeni dicono

che il canto di ogni uomo non è completo

finchè non ha trovato la strofa

che riguarda la sua donna

e la canta con tutto se stesso

Lo dicevano anche i greci

in modo diverso